I bambini e la cultura

pubblicato il giorno 19/03/2014

I bambini e la cultura

Questa settimana abbiamo portato i bambini dalla Pre-School, Reception e Year 1 a visitare la mostra Van Gogh Alive presso la Fabbrica del Vapore. Questa esperienza artistica multisensoriale e interattiva rende letteralmente i dipinti di Van Gogh vivi, grazie alla proiezione delle immagini sulle pareti e sul pavimento e all’animazione per offrire ai bambini la sensazione di essere davvero dentro ai quadri.

Per alcuni dei nostri bambini questa uscita ha rappresentato la prima esperienza ad una mostra d’arte e nonostante tale particolare installazione sfidi le idee stereotipate di una visita classica e tradizionale, è stato un modo fantastico ed interessante per i bambini di conoscere i grandi capolavori di questo celebre artista. Molti genitori non manifestano entusiasmo all’idea di portare i propri figli a visitare un museo, una galleria o a vedere una mostra. Buona parte di essi sostiene che i bambini si annoierebbero e così evita questo tipo di intrattenimento culturale, optando invece per una visita allo zoo o ad un acquario, o portandoli al cinema per esempio in un giorno di pioggia.
Tuttavia è importante tenere a mente che la cultura può esprimersi in svariate forme ed è fondamentale che i bambini vengano incoraggiati ad entrare in contatto con tali diverse modalità sin da piccoli. Portateli quindi alle gallerie e a teatro, fate loro visitare i musei, ascoltare musica dal vivo il prima possibile: ciò trasformerà queste forme d’arte “esclusive” e “da intellettuale” in esperienze consuete e comuni per i vostri piccoli.
Non tutte le mostre sono interattive o adatte ai bambini come lo è stata la Van Gogh Alive, ma esistono parecchi modi per rendere una visita più interessante ai loro occhi, nonostante li portiate in una galleria d’arte classica o in un museo.
- Per stimolare il loro interesse e curiosità, potete preparare prima i vostri figli presentando l’artista o il periodo in questione.
- Informatevi e scoprite quali quadri o opere saranno in mostra e date vita a una specie di caccia al tesoro della visita: consegnate ai vostri bambini delle riproduzioni in miniatura dei lavori esposti da scoprire e riconoscere lungo il percorso.
- Stampate delle foto dei lavori esposti più conosciuti e ritagliateli in modo da creare un puzzle.
- Fate portare ai vostri bambini album e matita per poter disegnare le opere che più li colpiscono o preferiscono.
- Date loro una macchina fotografica per poter scattare delle foto durante la visita.
- Se vi trovate davanti ad un dipinto grande, individuate piccoli dettagli (per esempio lo sfacciato angioletto che sbadiglia, l’uccellino appoggiato sulla spalla della donna, etc.…) e chiedete ai bambini se li trovano. Essi amano i particolari di questo genere e spesso sono in grado di notare qualcosa che sfugge invece agli adulti.
- Allo stesso modo, davanti a un quadro pieno di azione o persone, potete proporre il gioco “I spy with my little eye…”.
- Con l’arte contemporanea invece sarebbe meglio fare domande ai bambini tali per cui possano rispondere in maniera libera e interpretare da soli l’opera: per esempio, “Cosa vedi?”, “Come ti fa sentire il quadro?”, “Cosa credi stesse pensando l’artista quando lo stava disegnando?”.
- Oppure, davanti a opere particolari, potete incoraggiare i bambini ad indovinare cosa esse rappresentino: “A cosa credi servisse?”, “Di cosa è fatto?”, “Chi potrebbe averlo usato?”. Rimarrete sorpresi per come i vostri bambini possono dare risposte profonde!

Questa settimana alla mostra Van Gogh Alive, abbiamo osservato le reazioni dei bambini e abbiamo constatato che essi hanno appreso molto da tale esperienza: le loro espressioni di stupore, i loro ‘ohh’ e i loro ‘ahh’ quando nello spazio buio all’improvviso si accendevano migliaia di stelle brillanti o la loro sorpresa quando a causa di un forte scoppio tutti gli uccelli del dipinto spiccavano il volo per volare nel cielo, la loro contentezza quando riconoscevano i dipinti che avevamo già presentato in classe e la loro reazione fisica alle variazioni del ritmo e del genere dei brani di musica classica che accompagnavano le immagini. È stata davvero un’esperienza fantastica che ha dimostrato quanto i bambini non siano mai troppo piccoli per vivere ed entrare in contatto con l’arte in questa maniera.

Sarah Revell
Coordinatrice Primary School

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